Posts Tagged ‘Antitrust’

Stampare moneta o sovietizzare l’Italia? Ecco l’alternativa dei “Maître à penser”

11 aprile 2013

Sembra che l’esperimento giapponese di raddoppiare la base monetaria stia riscuotendo un enorme favore, qui, in Europa. Ha, ad esempio, affascinato Federico Rampini secondo il quale anche gli Usa immettono un’enorme quantità di denaro, 85 miliardi al mese, nel sistema e gli effetti si vedono: 88mila occupati in più a marzo (rispetto ai 190mila previsti). Il tasso di disoccupazione è sceso dal 7,7% al 7,6%, ma questo è dovuto ad altri fattori (contrazione della partecipazione della forza lavoro, scesa di 496.000 unità  al 63,3%, ai minimi dal 1979) e solo marginalmente agli 88mila nuovi posti creati (che comunque sono una miseria).  (more…)

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“MANI BUCATE” Tirrenia accusa Saremar di prendere sussidi. E intanto lei incassa 576 milioni pubblici

9 febbraio 2012

Cin è la società interamente privata che ha comprato Tirrenia dallo Stato. “Incorporati” in Tirrenia ci sono qualcosa come 576 milioni di aiuti pubblici pari a 72 milioni di sussidi per i prossimi 8 anni che servono per sussidiare i biglietti di viaggio da e per le isole. E di questo già sapete tutto. Tirrenia, che ha sempre ottenuto sussidi di Stato, non è però l’unica ad aver incassato: l’Antitrust europeo ha infatti in corso un’indagine sulle controllate Caremar, Saremar, Siremar e Toremar per i soldi pubblici che hanno rimpinguato le loro casse fino al 2008. (more…)

“MANI BUCATE” Via libera della Ue a 750 milioni pubblici per il cablaggio… della Francia

25 ottobre 2011

Sarkò ha sbagliato, ha esagerato, non se lo deve permettere. Però… Però la Francia ha varato un programma da 750 milioni di euro destinato a portare internet veloce nella casa dei francesi ad una velocità di 100 Mbit.
Sarkò ha sbagliato, ha esagerato, non se lo deve permettere. Però… Però un programma analogo in Italia langue da quasi 3 anni, da quando, su Panorama, pubblicai il famoso “Rapporto Caio” (dal nome del suo estensore, Francesco Caio, ex amministratore delegato di C&W e oggi a capo di Avio. Già allora il ministero dell’Industria aveva in tasca 800 milioni di euro da spendere per portare internet veloce nelle case e nelle imprese italiane. Non si è fatto assolutamente nulla. Ancora oggi è aperto un “tavolo”, chiamato “tavolo Romani” (sembra il nome di un ristorante) al quale il ministro ha invitato i rappresentanti delle società telefoniche per vedere come spendere gli 800 milioni.
Sarkò ha sbagliato, ha esagerato, non se lo deve permettere. Però… Però da quel tavolo le varie Telecom si sono alzate da un bel po’ di tempo perché nel frattempo hanno capito che non si sarebbe fatto nulla di nulla. E si sono, infatti, affidate a Metroweb, posseduta dal fondo F2i guidato da Gamberale.
Sarkò ha sbagliato, ha esagerato, non se lo deve permettere. Però… Però se c’è un buon motivo per spendere soldi pubblici in sussidi alle imprese private, questo è esattamente per costruire delle infrastrutture che rendano l’ambiente economico circostante accogliente per l’impresa privata. Noi questo semplicissimo concetto non l’abbiamo mai capito e siamo ancora qui a cincischiare su chi deve spendere gli 800 milioni, come, quando, dove, perchè.
Sarkò ha sbagliato, ha esagerato, non se lo deve permettere. Però… Però alla fine Tremonti ha tolto a Romani gli 800 milioni mentre la Francia ha ottenuto il permesso dalla Ue di spenderne 750 a favore delle sue imprese telefoniche che cableranno il Paese rendendo le aziende transalpine più competitive delle nostre. Che, nel frattempo, si perdono in mille sciocchezze e mille bandi, molti dei quali sono raccontati nel mio libro “Mani Bucate”, slegati l’uno dall’altro varati dalle amministrazioni pubbliche locali che investono soldi pubblici che finiscono nelle tasche delle imprese private per cablare singole aree del Paese senza rendersi conto che o per Internet c’è un progetto-Paese oppure è tutto tempo e soldi persi.
Sarkò ha sbagliato, ha esagerato, non se lo deve permettere. Però…

“MANI BUCATE” Italia deferita alla corte Ue perché non vuole indietro i sussidi illegali

25 ottobre 2011

Per l’Italia è una tradizione: dare soldi a destra e sinistra e poi, quando viene condannata dalla Ue fa di tutto per non recuperarli. Proprio in questo periodo, nel quale lo Stato sta raschiando il fondo del barile, sarebbe molto utile farsi dare indietro i fondi che i privati hanno ottenuto illegittimamente.
Proprio qualche giorno la Ue è stata costretta a deferire l’Italia alla corte di giustizia per avere accuratamente evitato di farsi restituire gli aiuti concessi ad imprese di navigazione in Sardegna, così come aveva stabilito in una sentenza del 2007. Joaquín Almunia, Vicepresidente della Commissione e Commissario per la Concorrenza ha sottolineato, del dare l’annuncio, che “gli Stati membri hanno numerose possibilità di sostenere le attività commerciali nel rispetto delle norme dell’UE in materia di aiuti di Stato. Tuttavia, gli aiuti giudicati illegali devono essere recuperati rapidamente per ripristinare condizioni eque e preservare l’efficacia delle stesse norme”.
La decisione della Ue è, per essere precisi, del 10 luglio 2007. Quel giorno la Commissione ha ordinato il recupero degli aiuti di Stato illegali e incompatibili concessi dalla Regione Sardegna a imprese di navigazione intenzionate a costruire, acquistare, trasformare, modificare o riparare navi. Il regime di aiuti prevedeva anticipazioni e locazioni finanziarie a condizioni agevolate a favore di imprese con sede legale, domicilio fiscale e porto di armamento nel territorio della regione Sardegna “conferendo”, dice la Commissione, “a tali imprese un indebito vantaggio economico rispetto ai loro concorrenti”. Sulle anticipazioni era praticato un tasso di interesse tra il 3,5 e il 4,5%, “notevolmente inferiore al tasso che le imprese avrebbero ottenuto se avessero contratto prestiti sul mercato”. E il bello è che la decisione della Ue di recuperare i soldi non è stata nemmeno contestata dall’Italia. Se ne è proprio fregata.
In “Mani Bucate” spiego come sia possibile che tutti (tutti!) i collegamenti da e per la Sardegna siano sussidiati con i soldi pubblici, compresi quelli fatti da Ryanair.

“MANI BUCATE” La Tirrenia privata ci costa 576 milioni di euro

10 ottobre 2011

Nuovi guai per la Tirrenia e le sue controllate. La Commissione europea ha deciso di iniziare una indagine approfondita sui sussidi ottenuti da Tirrenia di Navigazione, Caremar, Saremar, Siremar e Toremar che, fino al 2008, avevano ottenuto dei sussidi per la loro attività di collegamento tra Italia e Sardegna. (more…)