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Enel festeggia i suoi primi 50 anni. E gli italiani i loro primi 50 anni di sussidi elettrici

27 settembre 2012

Non ho ancora letto il libro di Valerio Castronovo sui primi 50 anni dell’Enel intitolato “Il gioco delle parti. La nazionalizzazione dell’energia elettrica in Italia”. Certamente lo farò, anche perché alla sua penultima fatica, “100 anni d’imprese-Storia della Confindustria”, ho riservato una posizione privilegiata nella libreria. Sono certo che Castronovo, un grande storico, abbia ricordato che fu proprio in seguito alla nascita dell’Enel che nacquero in Italia i sussidi pubblici alle imprese private energivore, cioè bisognose di molta energia per funzionare. Prima del 1962 i sussidi non esistevano. Fu quando Amintore Fanfani, che cercava l’appoggio dei socialisti per varare il Fanfani IV, decise di accondiscendere alle richieste di Riccardo Lombardi, leader della sinistra socialista, che in Italia gli italiani iniziarono a pagare i consumi elettrici delle aziende. E Lombardi, il 27 novembre del 1962, giorno dell’approvazione della legge, entusiasta commentò: “Abbiamo gettato un bastone tra le ruote dell’economia capitalistica”. Ma a proporre quella legge, che fu sostenuta anche dal Pri, non fu Lombardi, ma Aldo Moro che, in questo modo, preparò la Dc alla svolta nazionalizzatrice nel corso dell’ottavo congresso del partito, aperto a Napoli il 26 gennaio 1962 con un intervento durato ben sette ore.  Come racconto in “Mani Bucate”: “La base culturale della nazionalizzazione va ricercata nell’importante convegno del 1960 a cura di “Amici del Mondo”, il settimanale fondato da Mario Pannunzio, e dei radicali. Il primo a intervenire a quel convegno fu Eugenio Scalfari, la cui prima opzione per abbattere le “baronìe elettriche” (cioè i privati produttori di elettricità, ndr) era quella di creare un’Authority di regolazione, e solo come alternativa la nazionalizzazione pura e semplice. I privati vennero indennizzati con 1650 miliardi di lire dell’epoca, pagati in cinque anni a un interesse annuo del 5,5 per cento”. 

Ma che c’entrano i sussidi? C’entrano, perché prima i produttori privati, più di 1200 in tutta Italia, vendevano elettricità al prezzo di mercato, dopo, invece, il prezzo aumentò a tal punto che le imprese italiane consumatrici rischiavano la chiusura. Quindi si decisero gli sconti. Incredibile la storia della società Terni: era autoproduttrice di tutta l’elettricità che le serviva, poi, con la nazionalizzazione, il business elettrico le venne espropriato e poi, per riequilibrare i costi, le vennero concessi i sussidi, prelevati direttamente dalle bollette degli italiani. Dalla società Terni nacquero tre società: la Cementir, che va al gruppo Caltagirone nel 1992; la Acciai Terni, venduta alla ThyssenKrupp nel 1994 e la Nuova Terni Industria chimica, acquistata nel 1996 dalla multinazionale norvegese Norsk Hydro. Tutte e tre sussidiate per 50 anni. Buon compleanno, Enel.

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