Posts Tagged ‘fesr’

Lo stato della spesa dei fondi Ue al 30 settembre 2012

4 ottobre 2012

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MANI BUCATE La Corte dei Conti: ecco perchè non funzionano gli aiuti di Stato alle Pmi

10 luglio 2012

La vulgata corrente sostiene: invece di dare gli aiuti di Stato alle grandi e grandissime imprese, magari in crisi, magari decotte, per tenerle in piedi con la respirazione bocca-a-bocca, meglio dare i soldi disponibili alle piccole e medie imprese, visto che sono loro a rappresentare il 92% della struttura industriale del Paese e, di fatto, sono loro che lo tengono in piedi. Ottima idea, solo che alle Pmi italiane i soldi, sotto forma di aiuti di Stato, sussidi e quant’altro, non arrivano proprio e, quando arrivano, sono subito inutili perché gli investimenti sono già stati fatti.

Lo dice un “rapporto speciale” della Corte dei Conti europea che poche settimane fa ha pubblicato il proprio rapporto (il numero 2/2012) sul sistema di finanziamento delle piccole e medie imprese europee. Scrive la Corte che “l’efficacia e l’efficienza delle spese eseguite dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) per gli strumenti finanziari a favore delle piccole e medie imprese sono compromesse dall’inadeguatezza del quadro normativo per i diversi tipi di strumenti finanziari utilizzati. Sono stati rilevati diffusi ritardi nel far pervenire i fondi alle PMI destinatarie e le azioni sostenute sono state inefficaci nell’attrarre investimenti privati. Le valutazioni del deficit di finanziamenti delle PMI, ove eseguite, presentano gravi carenze”. Come se non bastasse la Corte ha anche rilevato che le banche che intermediano i soldi pubblici fanno spesso le furbe: “In aggiunta, gli intermediari finanziari utilizzati hanno addebitato ad alcune PMI destinatarie costi di gestione ingiustificati”.

Le critiche proseguono. “Sono state riscontrate debolezze per quanto riguarda le disposizioni riguardanti l’effetto di leva e il reimpiego dei fondi, la giustificazione degli importi assegnati a misure di ingegneria finanziaria, le condizioni che giustificano il ricorso al trattamento preferenziale per il settore privato e le condizioni di ammissibilità per il capitale circolante”.

Il testo completo, in italiano, del rapporto della Corte è disponibile qui.

Calabria: la lista completa dei beneficiari dei fondi europei. Peperoncino compreso

29 giugno 2012

Il prodotto del quale la Regione Calabria va più orgogliosa, si sa, è il peperoncino. Per questo negli ultimi tre anni ha speso, prelevando i fondi europei, circa 584 euro per promuoverlo. Questi soldi sono divisi in questo modo:

Al Peperoncino Festival del 2009 165.578 euro. Al Festival del 2010 altri 169.911 mentre per quello del 2011 gli euro sono 169.942 (impegnati, non ancora pagati). Per promuovere l’orgoglio calabrese si usa anche la musica: il Peperoncino Jazz Festival per il quale la Regione ha speso, nel 2009, 24.718 euro più altri 26.784 nel 2010 e altri 27.072 euro previsti nel 2011.

Quella del peperoncino è solo una delle mille curisoità che trovano spulciando, anche solo rapidamente, il rapporto completo delle spese a valere sul Por/Fesr 2007-2013 della Regione. Per gli appassionati della materia, lo può leggere nella sua versione completa aggiornata fino al 29 giugno 2012, qui.

MANI BUCATE L’aeronautica della Campania incassa 5 milioni (ma ce ne sono 50 da spendere)

8 maggio 2012

Tutto ciò che si muove è pagato con i soldi dei contribuenti. Auto (Fiat), moto (Piaggio), navi (Tirrenia), aerei (low cost). I nomi li ho scritti tutti in “Mani Bucate”. Ma un’ulteriore conferma arriva dalla Campania dove sono stati assegnati 5 milioni di euro per pèrogetti di ricerca a favore delle aziende aerospaziali della Regione. Niente scandalo, proprio in questo blog ho scritto dei soldi che il Piemonte ha dato alla multinazionale Thales Alenia, che finanzia i suoi progetti di esplorazione spaziale grazie di soldi della Regione.

In Campania succede lo stesso: ci sono 50 milioni a disposizione per 21 progetti di ricerca in campo aerospaziale e per ora ne sono stati assegnati 5. Alenia Aermacchi fa la parte del leone con 2,6 milioni di euro per LWF progetto di ricerca per sviluppare configurazioni complesse in lega di titanio. Alla Atitech (ex controllata Alitalia) incassa 2,1 milioni per Atima che consiste nell’applicazione di tecnologie innovative nella manutenzione aeronautica.

Poi ci sono altri 5 miulioni che sono stati destinati a progetti “intersettoriali” a cui partecipano aziende del comparto e tra queste la Magnaghi Aeronautica che dovrebbe essere finanziata progetti per 2.872.960, Mdba 1.880.470 e Selex Sistemi Integrati 2.571.275.

“MANI BUCATE” Tutti i beneficiari del fondo sociale europeo in Calabria (sprechi compresi)

4 gennaio 2012

La Regione Calabria ha pubblicato l’elenco dei beneficiari del fondo Fse (fondo sociale europeo), quello che viene utilizzato per la formazione professionale e, in genere, per le politiche attive per l’impiego. E’ un diluvio, soprattutto a favore delle imprese. Senza emettere sentenze sul buono o cattivo utilizzo di queste risorse, mi limito solo a ricordare, come scrivo in “Mani bucate”, che molto spesso le risorse messe in campo dalla Ue vengono utilizzate per scopi completamente diversi rispetto alla destinazione. (more…)

“MANI BUCATE” Il programma di governo di Barca: ecco il documento

7 dicembre 2011

Quello in fondo a questo post è, invece, il “programma di governo” del ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca. E’ importante, secondo me decisivo, soprattutto perchè contiene le strategie per il rilancio del Sud per il quale il ministro intende utilizzare soprattutto (esclusivamente?) i fondi europei. (si può saltare la prima parte e leggere direttamente da pagina 18 in poi).

Approposito: nel documento c’è una fondamentale tabellina per capire quanto le Regioni italiane sono totalmente inabili a spendere i soldi europei. E’ contenuta a pagina 20. Eccola:

 

Questa tabella aggiorna quella che ho pubblicato in “Mani bucate”. Quando ho chiuso il libro erano disponibili solo i dati di spesa al 31 dicembre 2010. Quella contenuta in questo documento li aggiorna al 31 ottobre del 2011. La colonna importante da considerare è la terza da sinistra, “Spese/Risorse programmate %” perchè è quella che dice quanti soldi le Regioni sono riuscite effettivamente a spendere sul totale dei soldi che hanno a disposizione. La Sicilia è un disastro…

Nei prossimi giorni mi leggo la relazione di Barca con più attenzione e farò un post ad hoc.

 

La coesione territoriale in Italia alla fine del 2011

 

“MANI BUCATE” La Basilicata usa i fondi europei per lo sviluppo regionale per pagare la Bohème

5 dicembre 2011

Volete un simpatico esempio di come i fondi per lo sviluppo (ripeto: i fondi per lo sviluppo!) vengono usati dalle Regioni italiane? Per pagare la Bohème! Sembra una barzelletta, ma purtroppo è tutto vero. La notizia è questa: «L’associazione Lucania Arte Teatro presenta un nuovo evento culturale e artistico nell’ambito del Pacchetto integrato di offerta turistica (Piot) Metapontino-Basso Sinni, inserito nel Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) Basilicata 2007/2013.
 È ancora la fascia jonica metapontina a proporsi come territorio di eccellenza per la realizzazione di eventi rilevanti nel campo del teatro e della musica lirica con la rappresentazione in forma di concerto della celeberrima «La Bohème», opera lirica in quattro quadri di Giacomo Puccini (su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica) che sarà eseguita mercoledì 7 dicembre nel Centro Congressi Argonauti Resort di Marina di Pisticci».

E pensate che sia un caso isolato? Assolutamente no. Il caso più famoso, del quale fornisco i dettagli in “Mani bucate” di un uso “musicale” dei fondi europei riguarda il famoso concerto tenuto da Elton John al Festival di Piedigrotta nel 2009. La Regione Campania amministrata da Antonio Bassolino ha speso per quell’evento 711mila euro prelevandoli dai fondi Fse, il Fondo Sociale europeo che sarebbe destinato alla coesione sociale e alla formazione professionale. Ah, dimenticavo: l’ingresso alla Bohème di Marina di Pisticci è gratis. Abbiamo già pagato noi.

“MANI BUCATE” Quando l’Università della Basilicata rischiò il crack perchè non riusciva a spendere i soldi pubblici

25 novembre 2011

Pensate che i fondi pubblici servano per avviare progetti di ricerca? Per sviluppare il capitale umano e tecnologico presente nelle Università? Allora leggete qua. L’Università della Basilicata ha pagato, anticipando di tasca propria (o, meglio, nostra) finanziamenti per 5 miliardi per avviare 22 progetti di ricerca tra il 1999 e il 2000 che dovevano poi essere coperti da fondi europei arrivati, poi, a valere sui Pop-Fesr (Programma operativo plurifondo-Fondi europei sviluppo regionale). Dei 22 progetti di ricerca sette sono terminati nei tempi previsti, 12 hanno usufruito di «proroghe illegittime» e tre hanno subìto la revoca dei finanziamenti. A dimostrazione che il problema dell’Università italiana non consiste nella mancanza di finanziamenti, ma nella incapacità di farli fruttare. In “Mani bucate” di esempi come quello che sto per raccontare ce ne sono a decine. (more…)

“MANI BUCATE” Il Sud non spende i fondi Ue: ecco i dati veri (e scandalosi)

4 novembre 2011

”L’attuazione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali per il ciclo 2007-2013, evidenzia il persistere di gravi ritardi concentrati soprattutto in alcuni programmi. Nel corso degli ultimi mesi tuttavia si e’ registrata una significativa accelerazione degli impegni, frutto delle iniziative adottate per il recupero di questi ritardi, nell’ambito dell’attivita’ di coordinamento e monitoraggio della politica di coesione”. Lo ha detto il ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto. Per il ministro “’il livello degli impegni è stato pari al 21% per i programmi Fesr e a poco meno del 22% per i programmi Fse, evidenziando miglioramenti ancora contenuti rispetto al 31 dicembre 2010, che non consentono di ipotizzare una significativa inversione di tendenza”.

Traduco: il Sud continua a non riuscire a spendere i soldi che ha già, che sono “suoi” e che sono messi a disposizione dalla Ue. In questo senso è un fatto che il problema del Mezzogiorno non consista nello stanziamento di nuovi fondi, di altri soldi, ma nella loro riduzione. Se si vuole bene al Sud bisogna smettere di dargli soldi come si fa con un bambino viziato perché poi quel bambino viziato non sa che cosa farsene e, fatalmente, li spreca. Nel caso del Sud i soldi europei o statali finiscono a tutti tranne che a sviluppare una struttura industriale. In “Mani bucate” ci sono decine di storie che raccontano il danno che i fondi europei hanno fatto al Mezzogiorno.

Quindi: non solo non si riescono a spendere, ma quelli che si spendono, si sprecano. Fitto, leggendo la relazione sull’utilizzo dei fondi Ue, ha detto anche che “la situazione dei programmi rimane alquanto differenziata, con una evidente concentrazione delle criticità nei programmi regionali, in particolare Campania e Sicilia e nel Programma Interregionale Attrattori Culturali, Naturali e Turismo”. Gli “attrattori culturali” è il fondo che serve per tutelare il patrimonio archeologico e per il quale, fino all’aprile del 2010, la Campania, responsabile nazionale del coordinamento per accedere a quel fondo, non aveva chiesto un solo euro nonostante sapesse che Pompei aveva urgente bisogno di restauri. Poi Pompei ha iniziato a sbriciolarsi, Fitto ha avocato a sé la responsabilità della gestione delle richieste per il Fondo Ue per gli “attrattori culturali”! e la Campania ha ululato alla lesa maestà. Dopo che il ministero ha assunto la responsabilità del fondo le spese sono aumentate dell’8,7%, segno che l’incapacità del Mezzogiorno di spendere i soldi è cronica.

Per avere un’idea di come le Regioni (molte, non solo al Sud) non riescano a spendere i soldi, riporto una delle tabelle pubblicate in “Mani bucate”, Riguarda la percentuale di spesa delle regioni italiane dei due più importanti fondi europei, il Fesr e il Fse. I dati, ufficiali, risalgono al 31 dicembre 2010 ma, come (purtroppo) ha detto Fitto, rispetto ad allora ci sono stati “miglioramenti contenuti” e questo significa che in una fase di acuta crisi economica, le Regioni insistono nel non riuscire a spendere. E che chi dice che occorrono soldi per il rilancio dell’economia o è in malafede oppure vuole solo aumentare le tasse per nascondere la propria inefficienza.

“MANI BUCATE” La Ue sospende l’erogazione di 72 milioni alla Campania

3 novembre 2011

Dopo la Calabria arriva anche la Campania. La Ue ha sospeso il pagamento di 72 milioni di euro alla Regione guidata da Caldoro per gli stessi motivi per i quali ha già sospeso le erogazioni alla Calabria: problemi di audit. In altre parole: mancano i controlli sulla spesa regionale dei fondi europei di sviluppo regionale Fesr.

“MANI BUCATE” Italia seconda in Europa nel 2010 per irregolarità nella concessione di aiuti di Stato alle imprese private

3 novembre 2011

La Ue ha pubblicato il rapporto 2010 (disponibile a questo link) sulle irregolarità compiute dagli imprenditori degli Stati membri nell’ottenimento degli aiuti di Stato. Tanto per togliere la curiosità: l’Italia è ben piazzata al secondo posto. In tutt’Europa il numero delle irregolarità accertate l’anno scorso è salito a quota 10.332 rispetto alle 7.769 del 2009 mentre in valore assoluto le irregolarità valgono 1,8 miliardi di euro (1,27% dei fondi stanziati), a fronte di 1,4 miliardi di euro (1,13% dei fondi stanziati totali) nel 2009.

È importante, comunque, distinguere tra le frodi e le irregolarità: queste ultime sono spesso il risultato di errori commessi in buona fede dai beneficiari nell’adempiere agli obblighi di dichiarazione. Ad esempio, se una persona non indica correttamente le ore di lavoro dedicate ad un progetto commette un’irregolarità, così come se non vengono rispettate le norme per una data procedura di gara, richiedendo un numero troppo esiguo di offerte o accettando le offerte di candidati non idonei. Le frodi sono invece irregolarità commesse intenzionalmente che costituiscono reato e la cui reale incidenza finanziaria può essere quantificata solo una volta concluso il procedimento giudiziario. Detto questo, però, occorre anche sottolineare che in “Mani bucate” riporto altri dati, provenienti soprattutto dalle ispezioni della Corte dei Conti, che disegnano un quadro molto più allarmante. I magistrati contabili calabresi, ad esempio, hanno scoperto che nella regione gli aiuti di Stato a fondo perduto venivano dati addirittura cash. Un altro dato, secondo me più accurato, viene dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza: il 70% di tutte le irregolarità italiane compiute nei primi dieci mesi del 2010 si concentrano in Puglia, Calabria e Sicilia. Nello stesso periodo le Fiamme gialle hanno denunciato 185 persone per illegittimo ottenimento di 58 milioni di euro di aiuti all’agricoltura e 731 che ne avrebbero ricevuti 337 provenienti da altri fondi comunitari.

E veniamo ai dati del rapporto europeo riguardanti l’Italia: nel 2010 ha segnalato ben 1.706 casi tra irregolarità e frodi pari a una spesa di 277,6 milioni di euro. In classifica siamo secondi, dopo la Gran Bretagna (che ha 1927 casi) per numero di irregolarità e siamo secondi anche in relazione all’ammontare “irregolare” dopo la Repubblica ceca. 

 

I dati vanno confrontati con quelli del 2009. Secondo l’Olaf, l’organismo europeo che i occupa proprio delle irregolarità, in Italia ci sono stati 1491 casi di irregolarità che hanno coinvolto 422,9 milioni di euro di erogazioni. In anno, insomma, le irregolarità sono cresciute di 300 unità. E le possibilità di recuperare questo denaro sono scarse perché, secondo l’ex capo dell’Olaf, Nicholas Llet, «gli Stati membri perseguono solo il 7 per cento dei casi sospetti».

“MANI BUCATE” Il Commissario Hahn: aiuti bloccati alla Calabria perché nessuno dei suoi 8 grandi progetti è mai stato notificato

28 ottobre 2011

I pagamenti Ue del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e del Fondo sociale europeo (Fse) alla Regione Calabria “sono sospesi visto che il sistema di gestione e di controllo regionale non è ancora ritenuto completamente affidabile dai servizi di audit della Commissione europea”. (more…)