Posts Tagged ‘Fondi Ue’

Il ministro Trigilia spiega come e perchè al Sud i sussidi creano clientelismo

29 aprile 2013

Il nuovo ministro della Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, la pensa come il suo predecessore, Fabrizio Barca. Ovvero: l’Italia usa male, malissimo i fondi europei. Triglia ha usato al riguardo parole pesantissime, in occasione di un convegno di Bankitalia del 2009 dedicato alla questione.

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Lo stato della spesa dei fondi Ue al 30 settembre 2012

4 ottobre 2012

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L’elenco completo dei beneficiari dei fondi Fse in Campania (parrucchieri compresi)

11 luglio 2012

L’elenco è lunghissimo e ho evitato di leggerlo tutto con attenzione. Sono i beneficiari della Regione Campania dei fondi europei Fse, quelli destinati alla formazione professionale. A una rapida lettura vedo alcune curiosità: Piaggio Aerindustries e Fiat Pomigliano, ad esempio. E vedo che in molti (troppi) casi, i soldi che dovrebbero servire per affinare delle professionalità sono rubricati semplicemente sotto la voce “incentivi all’occupazione”, e non è la stessa cosa. Invece di formare, sussidiano. Questo riguarda soprattutto le moltissime piccolissime aziende inserite nel lungo elenco: parrucchieri, pizzerie, negozi di telefonia. Insomma, a chi interessa sapere i nomi dei beneficiari, qui trova l’elenco completo aggiornato alla fine di maggio. 

MANI BUCATE Il Veneto vuole i fondi Ue che il Sud non sa spendere (e ha ragione)

18 maggio 2012

Alcuni giorni fa si è tenuto in Veneto un convegno interessante organizzato dalla Fondazione Magna Carta nord est, che aderisce alla Fondazione Magna Carta di Gaetano Quagliariello. Si è parlato di famiglie ed economia reale, ma il presidente del Consiglio Regionale Veneto, Clodovaldo Ruffato, ha gettato un sasso nello stagno. Ha detto che sarebbe meglio “trasferire al nord i fondi europei che il sud non riesce ad utilizzare”. (more…)

“MANI BUCATE” Gli aiuti di Stato continuano ad arrivare nelle mani sbagliate

6 febbraio 2012

Quando piovono soldi pubblici anche la mafia ci guadagna. La criminalità organizzata si infiltra nel sistema di erogazione dei sussidi, attraverso le cosiddette “teste di legno” oppure in prima persona, con boss trasformati in imprenditori. (more…)

“MANI BUCATE” I forconi siciliani e i soldi non spesi dai politici di Palermo

23 gennaio 2012

I forconi siciliani ce l’hanno con i politici “nazionali e locali”. Hanno ragione? Per farsi un’opinione è utile controllare quanto sono bravi i politici locali a spendere i soldi che hanno a disposizione, cioè quelli dei fondi strutturali europei.  (more…)

“MANI BUCATE” Il programma di governo di Barca: ecco il documento

7 dicembre 2011

Quello in fondo a questo post è, invece, il “programma di governo” del ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca. E’ importante, secondo me decisivo, soprattutto perchè contiene le strategie per il rilancio del Sud per il quale il ministro intende utilizzare soprattutto (esclusivamente?) i fondi europei. (si può saltare la prima parte e leggere direttamente da pagina 18 in poi).

Approposito: nel documento c’è una fondamentale tabellina per capire quanto le Regioni italiane sono totalmente inabili a spendere i soldi europei. E’ contenuta a pagina 20. Eccola:

 

Questa tabella aggiorna quella che ho pubblicato in “Mani bucate”. Quando ho chiuso il libro erano disponibili solo i dati di spesa al 31 dicembre 2010. Quella contenuta in questo documento li aggiorna al 31 ottobre del 2011. La colonna importante da considerare è la terza da sinistra, “Spese/Risorse programmate %” perchè è quella che dice quanti soldi le Regioni sono riuscite effettivamente a spendere sul totale dei soldi che hanno a disposizione. La Sicilia è un disastro…

Nei prossimi giorni mi leggo la relazione di Barca con più attenzione e farò un post ad hoc.

 

La coesione territoriale in Italia alla fine del 2011

 

“MANI BUCATE” La Sardegna, dopo 5 anni, capisce di aver sbagliato tutto e che rischia di perdere i soldi Ue

30 novembre 2011

Non ce la fanno proprio. Ci sono regioni, province, comuni che non riescono a spendere i soldi che hanno, salvo poi lamentarsi con lo Stato per il taglio dei fondi statali. Quest’estate è uscita la notizia di Foggia che ha perso 7 milioni di euro perché un funzionario del comune ha consegnato in ritardo la richiesta per accedere ai fondi regionali destinati alla riqualificazione urbana a valere sui fondi Por/Fesr 2007-2013. I progetti che potevano essere finanziati erano nove ma per poterli finanziare occorreva consegnare la domanda il 6 agosto mentre il comune aveva approvato il documento solo il giorno prima. (more…)

“MANI BUCATE” Il Sud non spende i fondi Ue: ecco i dati veri (e scandalosi)

4 novembre 2011

”L’attuazione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali per il ciclo 2007-2013, evidenzia il persistere di gravi ritardi concentrati soprattutto in alcuni programmi. Nel corso degli ultimi mesi tuttavia si e’ registrata una significativa accelerazione degli impegni, frutto delle iniziative adottate per il recupero di questi ritardi, nell’ambito dell’attivita’ di coordinamento e monitoraggio della politica di coesione”. Lo ha detto il ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto. Per il ministro “’il livello degli impegni è stato pari al 21% per i programmi Fesr e a poco meno del 22% per i programmi Fse, evidenziando miglioramenti ancora contenuti rispetto al 31 dicembre 2010, che non consentono di ipotizzare una significativa inversione di tendenza”.

Traduco: il Sud continua a non riuscire a spendere i soldi che ha già, che sono “suoi” e che sono messi a disposizione dalla Ue. In questo senso è un fatto che il problema del Mezzogiorno non consista nello stanziamento di nuovi fondi, di altri soldi, ma nella loro riduzione. Se si vuole bene al Sud bisogna smettere di dargli soldi come si fa con un bambino viziato perché poi quel bambino viziato non sa che cosa farsene e, fatalmente, li spreca. Nel caso del Sud i soldi europei o statali finiscono a tutti tranne che a sviluppare una struttura industriale. In “Mani bucate” ci sono decine di storie che raccontano il danno che i fondi europei hanno fatto al Mezzogiorno.

Quindi: non solo non si riescono a spendere, ma quelli che si spendono, si sprecano. Fitto, leggendo la relazione sull’utilizzo dei fondi Ue, ha detto anche che “la situazione dei programmi rimane alquanto differenziata, con una evidente concentrazione delle criticità nei programmi regionali, in particolare Campania e Sicilia e nel Programma Interregionale Attrattori Culturali, Naturali e Turismo”. Gli “attrattori culturali” è il fondo che serve per tutelare il patrimonio archeologico e per il quale, fino all’aprile del 2010, la Campania, responsabile nazionale del coordinamento per accedere a quel fondo, non aveva chiesto un solo euro nonostante sapesse che Pompei aveva urgente bisogno di restauri. Poi Pompei ha iniziato a sbriciolarsi, Fitto ha avocato a sé la responsabilità della gestione delle richieste per il Fondo Ue per gli “attrattori culturali”! e la Campania ha ululato alla lesa maestà. Dopo che il ministero ha assunto la responsabilità del fondo le spese sono aumentate dell’8,7%, segno che l’incapacità del Mezzogiorno di spendere i soldi è cronica.

Per avere un’idea di come le Regioni (molte, non solo al Sud) non riescano a spendere i soldi, riporto una delle tabelle pubblicate in “Mani bucate”, Riguarda la percentuale di spesa delle regioni italiane dei due più importanti fondi europei, il Fesr e il Fse. I dati, ufficiali, risalgono al 31 dicembre 2010 ma, come (purtroppo) ha detto Fitto, rispetto ad allora ci sono stati “miglioramenti contenuti” e questo significa che in una fase di acuta crisi economica, le Regioni insistono nel non riuscire a spendere. E che chi dice che occorrono soldi per il rilancio dell’economia o è in malafede oppure vuole solo aumentare le tasse per nascondere la propria inefficienza.

“MANI BUCATE” La Ue sospende l’erogazione di 72 milioni alla Campania

3 novembre 2011

Dopo la Calabria arriva anche la Campania. La Ue ha sospeso il pagamento di 72 milioni di euro alla Regione guidata da Caldoro per gli stessi motivi per i quali ha già sospeso le erogazioni alla Calabria: problemi di audit. In altre parole: mancano i controlli sulla spesa regionale dei fondi europei di sviluppo regionale Fesr.

“MANI BUCATE” I progetti “puntiformi” del Veneto che non sa spendere i soldi pubblici

24 ottobre 2011

Gli industriali veneti criticano la Regione Veneto perché spende pochi soldi europei ai quali avrebbe diritto. Curisoso: sono gli stessi industriali di cui parlo in “Mani Bucate” (Chiarelettere) e che negli anni passati hanno ottenuto, da fondi europei, statali e regionali, centinaia di milioni per investire in qualsiasi cosa, compresi i campi da golf. E ancora non gli basta. Anche in Veneto, insomma, ci sono imprenditori che fanno i liberali con i soldi degli altri e che, essendo liberali, delocalizzano (un elenco, incompleto) è proprio in “Mani Bucate”.
Però a ben vedere, alcune critiche sono da prendere sul serio, anche perché lo stesso Consiglio regionale non ha alcuna idea di quanti soldi sono da spendere e quali sono stati spesi. Qualche giorno fa è stato infatti approvato la “”Relazione sullo stato di attuazione sui programmi cofinanzati dall’Ue” presentata da Nereo Laroni (Pdl), presidente della commissione “Relazioni internazionali”. «Molti qui dentro vogliono capire di più di come si gestisce l’accesso e l’utilizzo di questi fondi ma nessuno ne sa niente», ha detto il capogruppo Dario Bond (Pdl) dopo vari interventi di Pd (Reolon, Puppato, Ruzzante) e Sinistra (Pettenò).
Laroni ha detto che al tavolo con le parti sociali è venuto fuori che sono stati finanziati singoli progetti “puntiformi”, senza una strategia chiara e che proprio quei progetti puntiformi che hanno ottenuto finanziamenti Ue sembrano concentrati in sole due zone del Veneto: il Delta del Po e il tratto di costa nella zona di Caorle. Il rappresentante per l’area “Ricerca e imprese” di Confindustria Veneto ha detto che gli imprenditori “sono costretti ad andare a fare progetti con Austria e Slovenia perché non trovano supporto adeguato negli uffici della Regione Veneto. Si penalizza il mondo industriale”.
Un esempio? i 130 milioni destinati al settore “Energia e Ambiente” risultano ancora inutilizzati quasi per intero.