Posts Tagged ‘fse’

Lo stato della spesa dei fondi Ue al 30 settembre 2012

4 ottobre 2012

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L’elenco completo dei beneficiari dei fondi Fse in Campania (parrucchieri compresi)

11 luglio 2012

L’elenco è lunghissimo e ho evitato di leggerlo tutto con attenzione. Sono i beneficiari della Regione Campania dei fondi europei Fse, quelli destinati alla formazione professionale. A una rapida lettura vedo alcune curiosità: Piaggio Aerindustries e Fiat Pomigliano, ad esempio. E vedo che in molti (troppi) casi, i soldi che dovrebbero servire per affinare delle professionalità sono rubricati semplicemente sotto la voce “incentivi all’occupazione”, e non è la stessa cosa. Invece di formare, sussidiano. Questo riguarda soprattutto le moltissime piccolissime aziende inserite nel lungo elenco: parrucchieri, pizzerie, negozi di telefonia. Insomma, a chi interessa sapere i nomi dei beneficiari, qui trova l’elenco completo aggiornato alla fine di maggio. 

“MANI BUCATE” Ecco come fanno le imprese a incassare sussidi pubblici truffando lo Stato

30 novembre 2011

Ecco la notizia nuda e cruda come l’ha battuta l’Adnkronos. Una percezione illecita di finanziamenti pubblici per oltre 100 mila euro e’ stata scoperta a Sava, in provincia di Taranto, da militari della Guardia di Finanza di Manduria. (more…)

“MANI BUCATE” Il Sud non spende i fondi Ue: ecco i dati veri (e scandalosi)

4 novembre 2011

”L’attuazione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali per il ciclo 2007-2013, evidenzia il persistere di gravi ritardi concentrati soprattutto in alcuni programmi. Nel corso degli ultimi mesi tuttavia si e’ registrata una significativa accelerazione degli impegni, frutto delle iniziative adottate per il recupero di questi ritardi, nell’ambito dell’attivita’ di coordinamento e monitoraggio della politica di coesione”. Lo ha detto il ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto. Per il ministro “’il livello degli impegni è stato pari al 21% per i programmi Fesr e a poco meno del 22% per i programmi Fse, evidenziando miglioramenti ancora contenuti rispetto al 31 dicembre 2010, che non consentono di ipotizzare una significativa inversione di tendenza”.

Traduco: il Sud continua a non riuscire a spendere i soldi che ha già, che sono “suoi” e che sono messi a disposizione dalla Ue. In questo senso è un fatto che il problema del Mezzogiorno non consista nello stanziamento di nuovi fondi, di altri soldi, ma nella loro riduzione. Se si vuole bene al Sud bisogna smettere di dargli soldi come si fa con un bambino viziato perché poi quel bambino viziato non sa che cosa farsene e, fatalmente, li spreca. Nel caso del Sud i soldi europei o statali finiscono a tutti tranne che a sviluppare una struttura industriale. In “Mani bucate” ci sono decine di storie che raccontano il danno che i fondi europei hanno fatto al Mezzogiorno.

Quindi: non solo non si riescono a spendere, ma quelli che si spendono, si sprecano. Fitto, leggendo la relazione sull’utilizzo dei fondi Ue, ha detto anche che “la situazione dei programmi rimane alquanto differenziata, con una evidente concentrazione delle criticità nei programmi regionali, in particolare Campania e Sicilia e nel Programma Interregionale Attrattori Culturali, Naturali e Turismo”. Gli “attrattori culturali” è il fondo che serve per tutelare il patrimonio archeologico e per il quale, fino all’aprile del 2010, la Campania, responsabile nazionale del coordinamento per accedere a quel fondo, non aveva chiesto un solo euro nonostante sapesse che Pompei aveva urgente bisogno di restauri. Poi Pompei ha iniziato a sbriciolarsi, Fitto ha avocato a sé la responsabilità della gestione delle richieste per il Fondo Ue per gli “attrattori culturali”! e la Campania ha ululato alla lesa maestà. Dopo che il ministero ha assunto la responsabilità del fondo le spese sono aumentate dell’8,7%, segno che l’incapacità del Mezzogiorno di spendere i soldi è cronica.

Per avere un’idea di come le Regioni (molte, non solo al Sud) non riescano a spendere i soldi, riporto una delle tabelle pubblicate in “Mani bucate”, Riguarda la percentuale di spesa delle regioni italiane dei due più importanti fondi europei, il Fesr e il Fse. I dati, ufficiali, risalgono al 31 dicembre 2010 ma, come (purtroppo) ha detto Fitto, rispetto ad allora ci sono stati “miglioramenti contenuti” e questo significa che in una fase di acuta crisi economica, le Regioni insistono nel non riuscire a spendere. E che chi dice che occorrono soldi per il rilancio dell’economia o è in malafede oppure vuole solo aumentare le tasse per nascondere la propria inefficienza.

“MANI BUCATE” Italia seconda in Europa nel 2010 per irregolarità nella concessione di aiuti di Stato alle imprese private

3 novembre 2011

La Ue ha pubblicato il rapporto 2010 (disponibile a questo link) sulle irregolarità compiute dagli imprenditori degli Stati membri nell’ottenimento degli aiuti di Stato. Tanto per togliere la curiosità: l’Italia è ben piazzata al secondo posto. In tutt’Europa il numero delle irregolarità accertate l’anno scorso è salito a quota 10.332 rispetto alle 7.769 del 2009 mentre in valore assoluto le irregolarità valgono 1,8 miliardi di euro (1,27% dei fondi stanziati), a fronte di 1,4 miliardi di euro (1,13% dei fondi stanziati totali) nel 2009.

È importante, comunque, distinguere tra le frodi e le irregolarità: queste ultime sono spesso il risultato di errori commessi in buona fede dai beneficiari nell’adempiere agli obblighi di dichiarazione. Ad esempio, se una persona non indica correttamente le ore di lavoro dedicate ad un progetto commette un’irregolarità, così come se non vengono rispettate le norme per una data procedura di gara, richiedendo un numero troppo esiguo di offerte o accettando le offerte di candidati non idonei. Le frodi sono invece irregolarità commesse intenzionalmente che costituiscono reato e la cui reale incidenza finanziaria può essere quantificata solo una volta concluso il procedimento giudiziario. Detto questo, però, occorre anche sottolineare che in “Mani bucate” riporto altri dati, provenienti soprattutto dalle ispezioni della Corte dei Conti, che disegnano un quadro molto più allarmante. I magistrati contabili calabresi, ad esempio, hanno scoperto che nella regione gli aiuti di Stato a fondo perduto venivano dati addirittura cash. Un altro dato, secondo me più accurato, viene dall’Agenzia delle Entrate e dalla Guardia di Finanza: il 70% di tutte le irregolarità italiane compiute nei primi dieci mesi del 2010 si concentrano in Puglia, Calabria e Sicilia. Nello stesso periodo le Fiamme gialle hanno denunciato 185 persone per illegittimo ottenimento di 58 milioni di euro di aiuti all’agricoltura e 731 che ne avrebbero ricevuti 337 provenienti da altri fondi comunitari.

E veniamo ai dati del rapporto europeo riguardanti l’Italia: nel 2010 ha segnalato ben 1.706 casi tra irregolarità e frodi pari a una spesa di 277,6 milioni di euro. In classifica siamo secondi, dopo la Gran Bretagna (che ha 1927 casi) per numero di irregolarità e siamo secondi anche in relazione all’ammontare “irregolare” dopo la Repubblica ceca. 

 

I dati vanno confrontati con quelli del 2009. Secondo l’Olaf, l’organismo europeo che i occupa proprio delle irregolarità, in Italia ci sono stati 1491 casi di irregolarità che hanno coinvolto 422,9 milioni di euro di erogazioni. In anno, insomma, le irregolarità sono cresciute di 300 unità. E le possibilità di recuperare questo denaro sono scarse perché, secondo l’ex capo dell’Olaf, Nicholas Llet, «gli Stati membri perseguono solo il 7 per cento dei casi sospetti».

“MANTENUTI” Per Il Sole 24Ore (e la Marcegaglia) le imprese incassano solo 3 miliardi l’anno. Falso.

26 ottobre 2011

Fabrizio Forquet sul Sole 24Ore di oggi smentisce “Mani Bucate”. Nel mio libro io ho stimato in circa 30 miliardi i soldi che ogni anno vengono travasati dalle casse pubbliche ai portafogli delle imprese private. Forquet dice, invece, che sono 3, appena poco di più di quanto aveva detto il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, all’uscita del libro: 2,5. Andando avanti di 500mila in 500mila, forse tra qualche anno riusciranno a raggiungere la cifra giusta o, per lo meno, quella che si avvicina di più alla realtà. E la realtà è che centinaia di migliaia di aziende private ogni anno ricevono soldi pubblici. Sono, insomma, mantenute dallo Stato. E per la prima volta “Mani Bucate” fa i nomi.
Affermare che i fondi pubblici che lo Stato versa alle imprese sotto forma di aiuti, incentivi, sgravi e le mille forme che la legislazione si è inventata per mantenerle ammontano ad appena 2,5 miliardi o 3 miliardi lo ritengo un’offesa alla mia intelligenza e una presa in giro degli italiani che alimentano questi trasferimenti con le loro tasse.
Forquet afferma che “la Ragioneria li (i trasferimenti, ndr) stima in 72 miliardi. Quelli effettivamente erogati alle imprese industriali (parametri Ue) si fermano a 3 miliardi”. Beh, non ho idea da dove vengano questi numeri. Io, che li ho compulsati per due anni non mi ci sono mai imbattuto. Soprattutto i 72 miliardi non si capisce a quale periodo di tempo fa riferimento (10 anni?, mah…). I soldi provenienti dai fondi europei consegnati alle imprese nel 2008 ammontano a 4,3 miliardi di euro (Fonte: Ministero dello Sviluppo economico), saliti, secondo mie ricerche mai smentite, a 9,5 miliardi nel 2009 (ho scritto questo numero in un articolo su Panorama provocando le ire del ministero dello Sviluppo che però si è ben quardato dalò rettificarlo). Per il 2010, purtroppo, non si hanno numeri ma possiamo ipotizzare che non siano calati di molto.
Ma i soldi provenienti dai fondi europei sono una parte perfino trascurabile del tutto perché il resto dei trasferimenti avviene a valere sulle disponibilità nazionali, delle amministrazioni locali e dei cittadini. In “Mani Bucate” i conteggi sono fatti in modo piuttosto preciso, ma forse qualche anticipazione vale la pena farla. Ad esempio: come mai (nemmeno il Sole 24Ore) conteggia tra gli aiuti di Stato i 6 miliardi che, secondo l’Authority per l’energia, quest’anno gli italiani verseranno alle imprese che producono energia verde? E i circa 400 milioni del Fondo Unico per lo Spettacolo? E i 250 milioni circa all’editoria? E…

“MANI BUCATE” La Ue non dà più soldi alla Calabria perché incapace di gestirli

12 ottobre 2011

L’Unione europea ha sospeso l’erogazione dei fondi Fesr e Fse alla Calabria. Una decisione che ha a che fare con la totale incapacità della regione di verificare, controllare, gestire i soldi comunitari. (more…)