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“MANTENUTI” Per Il Sole 24Ore (e la Marcegaglia) le imprese incassano solo 3 miliardi l’anno. Falso.

26 ottobre 2011

Fabrizio Forquet sul Sole 24Ore di oggi smentisce “Mani Bucate”. Nel mio libro io ho stimato in circa 30 miliardi i soldi che ogni anno vengono travasati dalle casse pubbliche ai portafogli delle imprese private. Forquet dice, invece, che sono 3, appena poco di più di quanto aveva detto il presidente della Confindustria, Emma Marcegaglia, all’uscita del libro: 2,5. Andando avanti di 500mila in 500mila, forse tra qualche anno riusciranno a raggiungere la cifra giusta o, per lo meno, quella che si avvicina di più alla realtà. E la realtà è che centinaia di migliaia di aziende private ogni anno ricevono soldi pubblici. Sono, insomma, mantenute dallo Stato. E per la prima volta “Mani Bucate” fa i nomi.
Affermare che i fondi pubblici che lo Stato versa alle imprese sotto forma di aiuti, incentivi, sgravi e le mille forme che la legislazione si è inventata per mantenerle ammontano ad appena 2,5 miliardi o 3 miliardi lo ritengo un’offesa alla mia intelligenza e una presa in giro degli italiani che alimentano questi trasferimenti con le loro tasse.
Forquet afferma che “la Ragioneria li (i trasferimenti, ndr) stima in 72 miliardi. Quelli effettivamente erogati alle imprese industriali (parametri Ue) si fermano a 3 miliardi”. Beh, non ho idea da dove vengano questi numeri. Io, che li ho compulsati per due anni non mi ci sono mai imbattuto. Soprattutto i 72 miliardi non si capisce a quale periodo di tempo fa riferimento (10 anni?, mah…). I soldi provenienti dai fondi europei consegnati alle imprese nel 2008 ammontano a 4,3 miliardi di euro (Fonte: Ministero dello Sviluppo economico), saliti, secondo mie ricerche mai smentite, a 9,5 miliardi nel 2009 (ho scritto questo numero in un articolo su Panorama provocando le ire del ministero dello Sviluppo che però si è ben quardato dalò rettificarlo). Per il 2010, purtroppo, non si hanno numeri ma possiamo ipotizzare che non siano calati di molto.
Ma i soldi provenienti dai fondi europei sono una parte perfino trascurabile del tutto perché il resto dei trasferimenti avviene a valere sulle disponibilità nazionali, delle amministrazioni locali e dei cittadini. In “Mani Bucate” i conteggi sono fatti in modo piuttosto preciso, ma forse qualche anticipazione vale la pena farla. Ad esempio: come mai (nemmeno il Sole 24Ore) conteggia tra gli aiuti di Stato i 6 miliardi che, secondo l’Authority per l’energia, quest’anno gli italiani verseranno alle imprese che producono energia verde? E i circa 400 milioni del Fondo Unico per lo Spettacolo? E i 250 milioni circa all’editoria? E…

“MANI BUCATE” Il Sole 24Ore contro la Marcegaglia sui sussidi pubblici alle imprese

18 ottobre 2011

Non avrei mai pensato di leggere sul giornale della Confindustria l’articolo di un economista che conferma parola per parola la tesi di “Mani Bucate”. L’economista è Stefano Manzocchi della Luiss che in qualche modo smentisce la linea ufficiale del presidente dell’organizzazione, Emma Marcegaglia. Il giorno dopo l’uscita del mio libro, la Marcegaglia, probabilmente toccata nel vivo dal fatto che il suo impianto produttivo di Massafra in Puglia incassa 20 milioni di euro di sussidi pubblici ogni anno, ha dichiarato che la stima di 30 miliardi l’anno di aiuti pubblici alle imprese private è “sbagliata” e che, anzi, “bisognerebbe stare attenti a scrivere certe cose” perchè i sussidi sono di appena “2,5 miliardi nel 2010”. Cifra, ovviamente, ridicolmente falsa.
Manzocchi, nell’artciolo del Sole, non fa cifre, ma conferma che “lo sviluppo economico italiano sempre meno si potrà alimentare con il volume della spesa pubblica, mentre si dovrà puntare sulla sua qualità, nonché su altri contributi non-monetari che la pubblica amministrazione può fornire”. Aggiungendo che “piuttosto che inventare nuovi sussidi che rischiano di alimentare il potere delle burocrazie pubbliche sulle imprese e intrecci perversi tra i due mondi, meglio sarebbe destinare a minori imposte ogni euro recuperato da un sistema di incentivi assurdo e farraginoso (ogni regione ha decine di incentivi ad hoc per le imprese)”.
Ora mi aspetterei almeno una risposta da parte del presidente Marcegaglia, bravissima a fare la liberale con le tasse degli altri.