Posts Tagged ‘internet’

L’equivoco degli opendata.

26 aprile 2013

Sul Festival del giornalismo di Perugia (quest’anno un’edizione davvero interessante) aleggia un equivoco. E riguarda gli open data. Ho seguito alcuni seminari sul tema e mi sono convinto cdi un dettaglio fondamentale: gli open data non è giornalismo. Così come l’avvocato Malavenda ha detto che rendere disponibili le intercettazioni integrali, magari addirittura sotto forma di file audio sul sito di un giornale, è “cattivo giornalismo”, così pubblicare open data non è affatto giornalismo. E’ tutto ciò che si vuole, ma non è giornalismo.

(more…)

Annunci

“MANI BUCATE” Via libera della Ue a 750 milioni pubblici per il cablaggio… della Francia

25 ottobre 2011

Sarkò ha sbagliato, ha esagerato, non se lo deve permettere. Però… Però la Francia ha varato un programma da 750 milioni di euro destinato a portare internet veloce nella casa dei francesi ad una velocità di 100 Mbit.
Sarkò ha sbagliato, ha esagerato, non se lo deve permettere. Però… Però un programma analogo in Italia langue da quasi 3 anni, da quando, su Panorama, pubblicai il famoso “Rapporto Caio” (dal nome del suo estensore, Francesco Caio, ex amministratore delegato di C&W e oggi a capo di Avio. Già allora il ministero dell’Industria aveva in tasca 800 milioni di euro da spendere per portare internet veloce nelle case e nelle imprese italiane. Non si è fatto assolutamente nulla. Ancora oggi è aperto un “tavolo”, chiamato “tavolo Romani” (sembra il nome di un ristorante) al quale il ministro ha invitato i rappresentanti delle società telefoniche per vedere come spendere gli 800 milioni.
Sarkò ha sbagliato, ha esagerato, non se lo deve permettere. Però… Però da quel tavolo le varie Telecom si sono alzate da un bel po’ di tempo perché nel frattempo hanno capito che non si sarebbe fatto nulla di nulla. E si sono, infatti, affidate a Metroweb, posseduta dal fondo F2i guidato da Gamberale.
Sarkò ha sbagliato, ha esagerato, non se lo deve permettere. Però… Però se c’è un buon motivo per spendere soldi pubblici in sussidi alle imprese private, questo è esattamente per costruire delle infrastrutture che rendano l’ambiente economico circostante accogliente per l’impresa privata. Noi questo semplicissimo concetto non l’abbiamo mai capito e siamo ancora qui a cincischiare su chi deve spendere gli 800 milioni, come, quando, dove, perchè.
Sarkò ha sbagliato, ha esagerato, non se lo deve permettere. Però… Però alla fine Tremonti ha tolto a Romani gli 800 milioni mentre la Francia ha ottenuto il permesso dalla Ue di spenderne 750 a favore delle sue imprese telefoniche che cableranno il Paese rendendo le aziende transalpine più competitive delle nostre. Che, nel frattempo, si perdono in mille sciocchezze e mille bandi, molti dei quali sono raccontati nel mio libro “Mani Bucate”, slegati l’uno dall’altro varati dalle amministrazioni pubbliche locali che investono soldi pubblici che finiscono nelle tasche delle imprese private per cablare singole aree del Paese senza rendersi conto che o per Internet c’è un progetto-Paese oppure è tutto tempo e soldi persi.
Sarkò ha sbagliato, ha esagerato, non se lo deve permettere. Però…