Posts Tagged ‘mafia’

Il ricatto morale nel quale i grillini sono cascati

17 marzo 2013

Le elezioni di Laura Boldrini (a scanso di equivoci, non è parente di Arrigo Boldrini, il partigiano rosso noto con il nome di battaglia Bulow) alla presidenza della Camera e Piero Grasso a quella del Senato, al di là di ogni calcolo politico di cui tutti sappiamo, sottendono un ricatto morale che non dovrebbe nemmeno affacciarsi alle porte delle sedi del potere legislativo. (more…)

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L’orgia degli aiuti pubblici alle imprese: -9 giorni

20 settembre 2011

Cari amici

mancano esattamente 9 giorni all’uscita del mio nuovo libro. Si intitola “Mani Bucate” (Chiarelettere) e il sottotitolo spiega tutto: “A chi finiscono i soldi dei contribuenti. L’orgia degli aiuti pubblici alle imprese private”. E’ la prima inchiesta mai realizzata sulle imprese mantenute dallo Stato attraverso una pletora di strumenti di sostegno come i soldi a fondo perduto, gli sgravi fiscali, gli incentivi, i contributi. Ciò che ho scoperto, in circa due anni di ricerche basate tutte su documenti ufficiali (Gazzette europee, italiane, regionali, rapporti di spesa, archivio dell’Antitrust europeo, sentenze della Corte dei Conti, delibere del Cipe e dei ministeri), è che in Italia non esiste un “normale” capitalismo liberale fatto da aziende private in concorrenza tra loro e in competizione con le imprese controllate dallo Stato. Il capitalismo all’italiana è in realtà un’enorme area grigia nella quale tutte le aziende sono un po’ pubbliche e un po’ private nella quale non si capisce mai se la responsabilità del fallimento di un’iniziativa è da attribuire al privato incapace o al pubblico che non lo ha sostenuto abbastanza. Gli industriali incassano soldi pubblici mentre dicono di essere antistatalisti.

In “Mani Bucate” racconto le storie più incredibili di sperpero di danaro pubblico che doveva servire per rilanciare l’economia, aumentare l’occupazione del Sud, industrializzare un territorio come la Sardegna e che invece non sono serviti a niente. Secondo la Banca d’Italia gli effetti degli incentivi pubblici alle aziende private sono “nulli”.

Racconto come funziona il “metodo Fiat” per ottenere soldi pubblici per continuare a restare in Italia; spiego come Ryanair sia stata pagata di nascosto per anni dalla Regione Sardegna; di come le imprese della presidente della Confindustria Emma Marcegaglia ottengano decine di milioni di soldi ogni anno; di come una famiglia di miliardari indiani sia riuscita a infinocchiare l’Italia per ben due volte succhiando centinaia di milioni di euro (avete letto bene: centinaia di milioni di euro pubblici) con la promessa, non mantenuta, di salvare imprese ormai fallire, e racconto come sia possibile che gli skilift del nord Italia e i campi da golf del Sud siano stati pagati in gran parte con i soldi delle tasse pagate da tutti gli italiani. Alla fine ciò che emerge è che non esiste un solo settore industriale, dalla moda alla meccanica, dall’editoria allo spettacolo, dall’alimentare allo sport fino all’informatica, che lo Stato non abbia finanziato usando le tasse di tutti. Un diluvio di soldi che, fatalmente, finisce anche nelle mani della criminalità organizzata. Sì, fa paura dirlo, ma lo Stato finanzia la mafia.

 

Tra poco sarà online la pagina Facebook Manibucate e il sito manibucate.com dove ogni giorno pubblicherò una breve anticipazione del libro e notizie quotidiane sulle aziende che continuano ad essere finanziate da soldi pubblici.

Ciao e a presto

Affaire Telecom Fastweb: capitalismo e sete di gigantismo

24 febbraio 2010

Bisogna davvero crederci, nel capitalismo. Dopo i mille scandali che ci ha sbattuto in faccia negli ultimi 3 anni, la predilezione per l’organizzazione liberale della società può trasformarsi in un dogma di fede più che in un razionale riconoscimento che la libertà dell’uomo è più importante di ogni altra cosa. E’ davvero difficile rispondere ai tanti italiani che lamentano che il liberalismo senza se e senza ma, è esattamente quello che ci ha condotti sulla strada della truffa permanente, del riciclaggio organizzato e anche della ‘ndrangheta in doppiopetto blu. (more…)

Gli ideologhi dell’acqua

19 novembre 2009

Mettiamoci d’accordo. Non si può tuonare contro l’invadenza dei politici nella gestione dei servizi pubblici e non volere l’ingresso dei privati. Non ci si può scandalizzare che le tubature idriche perdano il 30% (o 40 o 50, nessuno lo sa) dell’acqua che trasportano e chiedere contemporaneamente che i comuni abbiano i bilanci in ordine ma che investano anche nel miglioramento strutturale della rete. Non si può avere sia l’uno che l’altro. Occorre fare una scelta. O si accetta l’andazzo attuale, fatto di sprechi al limite dell’immoralità, di cordate di politici di seconda scelta che gestiscono (si fa per dire) i beni dei comuni e delle regioni, oppure si decide che l’acqua è un bene che ha un valore perché è una risorsa scarsa e proprio per questo va gestita con competenza e professionalità. (more…)