Posts Tagged ‘Matteo Renzi’

Cosa si sono detti davvero D’Alema e Renzi

13 aprile 2013

D’Alema Come va?
Renzi Bene, bene e tu?
Sia chiaro, Matteo, che io non ho telefonato per farti fuori.
Ti conosco mascherina
Ahahah, ma dove le trova?
Ma che ne so, tu lo conosci meglio di me.
Beh, conosco… conosco… diciamo che lo frequento
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Il dilemma di Böckenförde e l’inutile lavoro dei 10 saggi

2 aprile 2013

Valerio Onida, uno dei 10 saggi scelti dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha detto di “non essere ottimista” riguardo al lavoro delle due commissioni e, in particolare, della Commissione per le riforme istituzionali. Cerchiamo di capire perchè lo ha detto. Le due commissioni sono state istituite per “formulare precise proposte programmatiche” “in varie forme oggetto di condivisione da parte delle forze politiche” (i virgolettati sono del presidente Napolitano citati da Marzio Breda sul Corriere della Sera).  (more…)

In difesa di un (diverso) finanziamento ai partiti

12 marzo 2013

Capisco che lo Zeitgeist voglia l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. E capisco anche che le circostanze, cioè l’esito del voto del 24-25 febbraio, abbiano portato a identificare nella loro abolizione la conditio sine qua non per la nascita di un governo. E, ovviamente, capisco anche che, proprio perché la prima urgenza del Paese è quella di avere un governo tutti siamo concentrati su quella famosa firma che Pirluigi Bersani dovrebbe apporre per rinunciare ai soldi pubblici in modo da ottenere il “non voto contrario” del Movimento 5 Stelle a un esecutivo guidato da lui. (more…)

I danni dei vecchi schemi: per Renzi far laureare i figli degli operai è di sinistra

1 ottobre 2012

“L’Ocse dice che il figlio di un operaio italiano ha 4 volte in meno la possibilità di laurearsi del figlio di un operaio francese. Invertire questa tendenza è di sinistra”. Parola di Matteo Renzi, che con l’intervista di oggi con Repubblica fa un altro passo in avanti verso l’appropriazione di quella categoria dello spirito che è la bontà. Renzi è buono perché vuole permettere al figlio di un operaio di laurearsi.

Cerchiamo di riportarlo con i piedi per terra. Permettere al figlio di un’operaio di laurearsi non è di sinistra, è semplicemente giusto. E, oltre che giusto, è efficiente, perché se tutti i figli degli operai non riuscissero a laurearsi, l’Italia perderebbe (anzi, sta già perdendo) opportunità enormi e sprecherebbe delle risorse importantissime. Il punto non è che permettere ai figli degli operai di laurearsi è di sinistra mentre non permetterglielo è di destra. Continuando ad usare queste categorie novecentesche non si capisce nulla, e Renzi, continuando ad usarle, alimenta la confusione. Il punto riguarda il “come” raggiungere questo obiettivo, e su questo Renzi non risponde.

Ovvero, il punto è: l’obiettivo di far laureare il maggior numero di figli di operai lo si raggiunge attraverso una maggiore spesa pubblica per la scuola o attraverso la libertà di insegnamento? Lo si raggiunge, cioè, spendendo più risorse per costruire nuove scuole, assumere nuovi insegnanti, tutti a carico dello Stato che si attribuisce anche il privilegio di individuare quali sono i professori migliori, o attraverso i voucher con i quali sono gli studenti e le loro famiglie che decidono dove andare a studiare selezionando loro le scuole migliori? Questo è un punto decisivo, e su questo Renzi (ma non solo lui) non risponde.

Io ho il sospetto, ma è solo un sospetto e spero che verrò smentito, che il sindaco di Firenze pensi che l’uguaglianza dei punti di partenza lo si raggiunga con più debito pubblico, perché solo lo Stato lo può garantire, quando, invece, l’uguaglianza dei punti di partenza la si raggiunge solo se lo Stato si limita a porre le regole necessarie perché i ragazzi, tutti, anche i figli della partita Iva che risultano essere “imprenditori” mentre sono solo precari, possano esprimersi al massimo delle loro capacità. Lo Stato deve, insomma, regolare, non giocare. Questo è liberale, mentre la spesa pubblica è statalismo. Da ciò si deduce che Renzi sarà pure di sinistra, ma se non spiega come assicurare l’uguaglianza dei punti di partenza, mi corre il sospetto che sia statalista. Come molti di quelli che vuole rottamare.

Bersani: le difficoltà sono evidenti

10 novembre 2010

 

Pierluigi Bersani: “Le difficoltà sono evidenti”.

Voleva dire

Non posso fare una mozione di sfiducia perché non passerebbe, Fini non vuole aprire la crisi, se propongo la sfiducia a Bondi rischia che si salva, ho il fiato sul collo dei rottamatori, Franceschini è sparito, Letta non so dove sia, Casini mi ha mollato, Vendola va da Fazio, Rutelli non conta niente, nessuno mi vuole come candidato premier, Prodi non vuol tornare e Bossi non mi risponde nemmeno al telefono. Le difficoltà del Pd sono evidenti.

Matteo Renzi e le elezioni anti-Bersani

5 novembre 2010

 

Matteo Renzi (sindaco di Firenze): “Voglio vincere le elezioni per vedere l’effetto che fa”.

Voleva dire

Voglio le elezioni perché se le vinciamo è anche merito mio, se le perdiamo è solo colpa di Bersani.