Posts Tagged ‘mezzogiorno’

Il ministro Trigilia spiega come e perchè al Sud i sussidi creano clientelismo

29 aprile 2013

Il nuovo ministro della Coesione Territoriale, Carlo Trigilia, la pensa come il suo predecessore, Fabrizio Barca. Ovvero: l’Italia usa male, malissimo i fondi europei. Triglia ha usato al riguardo parole pesantissime, in occasione di un convegno di Bankitalia del 2009 dedicato alla questione.

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“MANI BUCATE” Per John Elkann il Sud può fare senza sussidi. Ma quei 300 milioni alla Fiat nel 2009…

14 dicembre 2011

Avrebbe del clamoroso: la Fiat rinuncia agli aiuti pubblici. Uso il condizionale perchè il presidente del Lingotto, John Elkann, nell’intervista che ha concesso al Mattino di Napoli, non è che sia stato chiarissimo su questo punto. L’intervista la potete leggere qui(more…)

“MANI BUCATE” Il 5% in meno ai sussidi alle imprese private vale l’intera Imu sulla prima casa

5 dicembre 2011

Una misura che mi sarei atteso dal governo dei professori guidato da Mario Monti era quella invocata anche da Alberto Alesina e Francesco Giavazzi sulla prima pagina del Corriere della Seradi sabato 3 dicembre: ridurre sensibilmente i sussidi alle imprese. Nulla di punitivo. Nulla di ideologico. Ma gli aiuti di Stato sono da ridurre per il semplice motivo che sono perfettamente inutili. Almeno quelli dati alle imprese italiane. Lo ha detto la Corte dei conti in diverse sue indagini e lo ha confermato lo stesso ministro Barca quando, nel 2009, disse papale papale che «ogni tentativo di manipolare l’economia e la società del Mezzogiorno con sussidi, gabbie salariali, imposte differenziali o esenzioni d’imposta è destinato ad attrarre le imprese e le teste peggiori, a richiamare investimenti e imprenditori “incassa e fuggi». E aggiunse: «Fa poca differenza che ieri la Confindustria chiedesse “incentivi 488” e oggi chieda “credito d’imposta”: sempre di vecchi, dannosi aiuti di Stato si tratta».

Alesina e Giavazzi nel fondo del Corriere, si sono chiesti: ma quei 30 miliardi «sono tutti davvero necessari? Quanti premiano imprenditori più abili a muoversi nei corridoi dei ministeri che ad innovare?». E qui sta il punto: non servono per indurre gli imprenditori ad innovare perché, in decine e decine di ricerche empiriche e controfattuali che io cito in “Mani bucate” gli imprenditori stessi affermano che gli investimenti “innovativi” finanziati dai soldi pubblici li avrebbero realizzati ugualmente anche senza i soldi dello Stato (o della Ue o della Regione), magari solo in un momento più lontano.

Fabrizio Barca queste cose le sa bene. Le sa meglio di chiunque altro e, coerentemente con quanto ha detto appena due anni fa, mi aspetto che sia lui a sforbiciare i sussidi. D’altra parte basta fare due conti: la riduzione dei sussidi pubblici per le imprese private di appena il 5%, pari a 1,5 miliardi di euro, avrebbe consentito di escludere dall’Imu la prima casa degli italiani. Si poteva fare. Si farà?

“MANI BUCATE” Diventa ministro Fabrizio Barca, l’uomo che doveva salvare il Sud e ha fallito (e lui lo ammette)

16 novembre 2011

Uno dei nomi più importanti del nuovo governo Monti è quello di Fabrizio Barca. Barca è stato l’inventore della Nuova Politica Regionale (Npr), cioè l’architettura legislativa che comprende i meccanismi attraverso i quali lo Stato ha speso i soldi pubblici a favore delle imprese private per lo sviluppo del Sud. (more…)

“MANI BUCATE” Il Sud non spende i fondi Ue: ecco i dati veri (e scandalosi)

4 novembre 2011

”L’attuazione dei programmi cofinanziati dai Fondi strutturali per il ciclo 2007-2013, evidenzia il persistere di gravi ritardi concentrati soprattutto in alcuni programmi. Nel corso degli ultimi mesi tuttavia si e’ registrata una significativa accelerazione degli impegni, frutto delle iniziative adottate per il recupero di questi ritardi, nell’ambito dell’attivita’ di coordinamento e monitoraggio della politica di coesione”. Lo ha detto il ministro degli Affari Regionali Raffaele Fitto. Per il ministro “’il livello degli impegni è stato pari al 21% per i programmi Fesr e a poco meno del 22% per i programmi Fse, evidenziando miglioramenti ancora contenuti rispetto al 31 dicembre 2010, che non consentono di ipotizzare una significativa inversione di tendenza”.

Traduco: il Sud continua a non riuscire a spendere i soldi che ha già, che sono “suoi” e che sono messi a disposizione dalla Ue. In questo senso è un fatto che il problema del Mezzogiorno non consista nello stanziamento di nuovi fondi, di altri soldi, ma nella loro riduzione. Se si vuole bene al Sud bisogna smettere di dargli soldi come si fa con un bambino viziato perché poi quel bambino viziato non sa che cosa farsene e, fatalmente, li spreca. Nel caso del Sud i soldi europei o statali finiscono a tutti tranne che a sviluppare una struttura industriale. In “Mani bucate” ci sono decine di storie che raccontano il danno che i fondi europei hanno fatto al Mezzogiorno.

Quindi: non solo non si riescono a spendere, ma quelli che si spendono, si sprecano. Fitto, leggendo la relazione sull’utilizzo dei fondi Ue, ha detto anche che “la situazione dei programmi rimane alquanto differenziata, con una evidente concentrazione delle criticità nei programmi regionali, in particolare Campania e Sicilia e nel Programma Interregionale Attrattori Culturali, Naturali e Turismo”. Gli “attrattori culturali” è il fondo che serve per tutelare il patrimonio archeologico e per il quale, fino all’aprile del 2010, la Campania, responsabile nazionale del coordinamento per accedere a quel fondo, non aveva chiesto un solo euro nonostante sapesse che Pompei aveva urgente bisogno di restauri. Poi Pompei ha iniziato a sbriciolarsi, Fitto ha avocato a sé la responsabilità della gestione delle richieste per il Fondo Ue per gli “attrattori culturali”! e la Campania ha ululato alla lesa maestà. Dopo che il ministero ha assunto la responsabilità del fondo le spese sono aumentate dell’8,7%, segno che l’incapacità del Mezzogiorno di spendere i soldi è cronica.

Per avere un’idea di come le Regioni (molte, non solo al Sud) non riescano a spendere i soldi, riporto una delle tabelle pubblicate in “Mani bucate”, Riguarda la percentuale di spesa delle regioni italiane dei due più importanti fondi europei, il Fesr e il Fse. I dati, ufficiali, risalgono al 31 dicembre 2010 ma, come (purtroppo) ha detto Fitto, rispetto ad allora ci sono stati “miglioramenti contenuti” e questo significa che in una fase di acuta crisi economica, le Regioni insistono nel non riuscire a spendere. E che chi dice che occorrono soldi per il rilancio dell’economia o è in malafede oppure vuole solo aumentare le tasse per nascondere la propria inefficienza.

Anno 2013: il programma dei due candidati sindaci nell’era del Federalismo

23 giugno 2010

Siamo nel 2013, Anno Primo del Federalismo. Una tv locale di un qualsiasi Comune del Mezzogiorno manda in onda l’appello finale dei due candidati sindaci arrivati al ballottaggio i quali espongono il loro programma elettorale. Inizia il candidato numero 1. “Cari cittadini, la priorità per la città è risanare il bilancio e modernizzare l’amministrazione pubblica. Per questo il mio programma è il seguente. Prima di tutto una drastica riduzione degli sprechi a cominciare proprio dagli uffici comunali dove lavorano delle persone che sono impiegate da un identico comune del Nord o del Centro Italia. (more…)

Il ricatto di Marchionne e le colpe del sindacato

21 giugno 2010

Sulla pagina Facebook di Francesco Cundari è iniziata una interessante discussione sulla vicenda di Pomigliano. Il tema è gigantesco e qui mi vorrei soffermare su un aspetto, uno solo, della vicenda.

Io credo che sia importante ragionare in base a due ipotesi. La prima è che sia falso quanto ha detto Marchionne quando ha sostenuto che a Pomigliano gli operai, durante eventi sportivi, si ammalano tutti insieme, scioperano per farsi il ponte lungo e c’è un tasso di assenteismo anomalo rispetto alle altre fabbriche Fiat. La seconda è che queste dichiarazioni siano vere. (more…)