Posts Tagged ‘piano industriale’

Bersani e il “grande piano di piccole opere”

9 febbraio 2013

L’affermazione chiave del programma del Pd, quella che racchiude e spiega la politica industriale del partito(la mitica “politica industriale” di cui tutti sembra sentano un gran bisogno) è contenuta nello slogan pronunciato dal segretario del Pd Pierluigi Bersani: “Un grande piano di piccole opere”. Lo Stato, per il Pd, deve concentrarsi, quindi, sulle “piccole opere” che possono “dare una mano all’occupazione” e “respiro all’economia”. Tra le varie “piccole opere” Bersani elenca, tra le altre, la messa in sicurezza delle scuole. Sacrosanto. D’altra parte non si può rilevare lo scandalo di edifici pubblici pericolanti all’interno dei quali entrano tutti i giorni dei bambini. Ma il ruolo dello Stato nell’economia non è questo: costruire scuole non pericolanti è l’ABC dell’edilizia pubblica. E’ il minimo che ci si aspetta dallo Stato, quello stesso Stato che pretende di avere il monopolio dell’istruzione e poi permette che si costruiscano scuole fatiscenti e, infine, stanzia dei soldi per metterle in sicurezza spacciando questa idea come “politica industriale”. Si potrebbe dedurre che la “politica industriale” si fa sulla pelle dei bambini, ma sarebbe troppo cinico.

Il ruolo dello Stato non è investire in “piccole opere”, ma, al contrario, investire in “grandi opere”, nelle sempre troppo citate “infrastrutture”, quelle che permettono ai cittadini di costruire sopra di esse, accanto ad esse e grazie ad esse, lo sviluppo economico secondo le proprie capacità. Oltre a mettere in sicurezza le scuole (in fretta), lo Stato deve finanziare un’autostrada in Sardegna dove, finora, è intervenuto solo attraverso sussidi pubblici alle grandi imprese che hanno trovato conveniente investire lì solo per la presenza di incentivi spaventosi finiti i quali la Regione è precipitata in una crisi dalla quale il Pd intende farla uscire rinnovando quegli stessi incentivi (“In tutto il mondo si danno incentivi”, ha detto il segretario). La Sardegna, che è un esempio perfetto degli errori catastrofici di quella che negli Anni ’60 chiamavano, appunto, “politica industriale” non si risolleverà con un “grande piano di piccole opere”, ma con un “grande piano per grandi opere”. Tipo un’autostrada, che renda meno costoso per le industrie trasportare i loro prodotti dalla fabbrica ai porti. Non si può pensare di modernizzare il Paese per i prossimi decenni con la Salerno Reggio Calabria nello stato in cui si trova. E nemmeno si può pensare di modernizzare il Paese limitando l’uso del contante ma senza porsi l’obiettivo di avere in tutte le città italiane il wifi gratuito per tutti. Un po’ di ambizione non guasterebbe.

Annunci