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Perchè la Sardegna ci costerà ancora l’ira di Dio

1 settembre 2012

Non illiudetevi. Anzi, non illudiamoci. Le sacre regole del liberismo non funzionano. Non dico che non funzionano in astratto, anzi, funzionano. Ma non funzionano qui ed ora. Non funzionano nel Sulcis e in tutta la Sardegna. Le regole che non funzionano sono quelle di chi crede che la vicenda sarda, Carbosulcis ed Alcoa (e chissà quante altre ancora nei prossimi mesi) si possa risolvere negando sussidi statali a una miniera e a un produttore di alluminio, entrambe, per altro, sussidiate da decenni con i soldi che, spesso, provengono dalle nostre bollette.

Negare i sussidi pubblici non è una soluzione, è solo una teoria ripetuta a pappagallo da chi non guarda la realtà. E’ un auspicio, che ovviamente condivido, ma non è una soluzione. E’ spiegare il mondo come dovrebbe essere, non come è effettivamente. Spiegare che occorre risolvere le crisi del Sulcis e dell’Alcoa è una favola. Non illudetevi, non illudiamoci: in Sardegna lo Stato dovrà investire ancora centinaia di milioni se non miliardi nei prossimi anni. Che si chiamino sussidi, che si chiamino cassa integrazione, che si chiamino contratti di fornitura elettrica “interrompibili” o “super interrompibili”, che si chiamino contratti di programma, ma i soldi lo Stato ce li deve, purtroppo, mettere ancora. E ce li deve mettere, e ce li metterà, perchè da quando nel 1962 Amintore Fanfani nazionalizzò l’energia elettrica per garantire il sostegno dei socialisti al suo governo, l’elettricità in Sardegna costa di più perchè si è creato un monopolio. Perchè da allora ad oggi nessun politico né nazionale né locale ha mai pensato di costruire un solo metro di autostrada, la cui assenza fa aumentare i costi di trasporto, nè una dignitosa rete ferroviaria. Né ha mai pensato, in momenti di espansione del ciclo economico, a come abolire il sistema dei sussidi pubblici elargiti a piene mani in questi 50 anni da tutti i partiti a tutte le imprese energivore sarde. Né ha mai pensato a un sistema di collegamenti con l’Italia che non sia pagato dalle tasse di tutti gli italiani dato che tutti (ho detto: tutti) i collegamenti con la Sardegna sono sussidiati. E nemmeno i politici hanno mai pensato di costruire un collegamento elettrico tra Italia e Sardegna o una rete di distribuzione del gas. Niente. Non hanno fatto niente. Tocca farlo ora, con lungimiranza, cura del territorio, imparando da come altri Paesi (la Germania, ad esempio, con la Ruhr) hanno riqualificato aree industriali fuori mercato.

Sostenere che ora lo Stato non deve metterci una lira perchè l’ortodossia dei liberali-scienziati che, chiusi nelle loro teorie perfette non lo prevede, è una presa in giro. E, d’altra parte, non li ho sentiti gridare allo scandalo quando banche fallite in giro per il mondo venivano salvate con i soldi dei contribuenti americani, tedeschi, francesi o spagnoli. Nè dire che il Monte dei Paschi di Siena deve essere lasciato fallire anzichè essere nazionalizzato con i soldi delle tasse. E non lo hanno fatto perchè staccare la spina dello Stato dalle banche in fallimento o alla miniera del Sulcis non è semplicemente possibile (ma sono cose che non si possono dire perchè non è molto politically correct) a meno che non si sia disposti ad affrontare a viso aperto, il loro, disordini sociali che non si possono immaginare a che non voglio immaginare. Non si può staccare la spina dello Stato da un territorio che da 50 anni vive attaccato alla mammella pubblica. E non è colpa sua, la colpa è di chi quella mammella, piena dei soldi degli italiani, gliel’ha sempre offerta illudendo i sardi che ci fossero dei pasti gratis pagati dal debito pubblico per ottenere in cambio voti, consensi.

Occorre, invece, dire la verità anche se non la sia vuole sentire: la Sardegna ci costerà ancora l’ira di Dio.

“MANI BUCATE” La Basilicata usa i fondi europei per lo sviluppo regionale per pagare la Bohème

5 dicembre 2011

Volete un simpatico esempio di come i fondi per lo sviluppo (ripeto: i fondi per lo sviluppo!) vengono usati dalle Regioni italiane? Per pagare la Bohème! Sembra una barzelletta, ma purtroppo è tutto vero. La notizia è questa: «L’associazione Lucania Arte Teatro presenta un nuovo evento culturale e artistico nell’ambito del Pacchetto integrato di offerta turistica (Piot) Metapontino-Basso Sinni, inserito nel Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) Basilicata 2007/2013.
 È ancora la fascia jonica metapontina a proporsi come territorio di eccellenza per la realizzazione di eventi rilevanti nel campo del teatro e della musica lirica con la rappresentazione in forma di concerto della celeberrima «La Bohème», opera lirica in quattro quadri di Giacomo Puccini (su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica) che sarà eseguita mercoledì 7 dicembre nel Centro Congressi Argonauti Resort di Marina di Pisticci».

E pensate che sia un caso isolato? Assolutamente no. Il caso più famoso, del quale fornisco i dettagli in “Mani bucate” di un uso “musicale” dei fondi europei riguarda il famoso concerto tenuto da Elton John al Festival di Piedigrotta nel 2009. La Regione Campania amministrata da Antonio Bassolino ha speso per quell’evento 711mila euro prelevandoli dai fondi Fse, il Fondo Sociale europeo che sarebbe destinato alla coesione sociale e alla formazione professionale. Ah, dimenticavo: l’ingresso alla Bohème di Marina di Pisticci è gratis. Abbiamo già pagato noi.

“MANI BUCATE” Il rigassificatore della Edison pagato con 69 milioni di euro dello Stato

2 dicembre 2011

Il terminale della Edison a Cavarzere a Venezia assicura il 10% del fabbisogno italiano di gas. E’ il primo terminale di rigassificazione offshore del mondo ed è stato inaugurato nel settembre del 2008. Per la Edison quel rigassificatore è un fiore all’occhiello. (more…)

“MANI BUCATE” Ecco come fanno le imprese a incassare sussidi pubblici truffando lo Stato

30 novembre 2011

Ecco la notizia nuda e cruda come l’ha battuta l’Adnkronos. Una percezione illecita di finanziamenti pubblici per oltre 100 mila euro e’ stata scoperta a Sava, in provincia di Taranto, da militari della Guardia di Finanza di Manduria. (more…)

“MANI BUCATE” L’elenco completo dei beneficiari di soldi pubblici delle Marche (c’è anche Hugo Boss)

29 novembre 2011

La Regione Marche ha appena pubblicato un importante documento: l’elenco dei beneficiari dei fondi comunitari per la programmazione 2007-2013. Di documenti come questo ne ho letti a centinaia per scrivere “Mani bucate” e tutti mi hanno fatto la stessa identica impressione: soldi buttati via. (more…)

“MANI BUCATE” L’Italia fa ricorso: non vuole i soldi indietro dalle società che ha aiutato illegalmente

28 novembre 2011

Avrete sicuramente letto sui giornali della decisione della Corte di giustizia europea di rigettare il ricorso italiano contro la decisione della Commissione europea di imporre a una decina di società la restituzione degli sconti fiscali ai quali hanno avuto accesso tra il 2003 e il 2004 in seguito alla loro decisione di quotarsi in borsa. Se non l’avete fatto, qui e qui potete leggere la notizia mentre qui potete leggere la sentenza. (more…)

“MANI BUCATE” Quella volta che Monti sbugiardò l’Italia che voleva dare soldi alla De Tomaso

24 novembre 2011

Nella sua esperienza di commissario alla Concorrenza, Mario Monti ha firmato la concessione di centinaia di migliaia di sussidi pubblici alle imprese private. Tutte autorizzazioni varate nel pieno e totale rispetto delle regole europee, s’intende. Ma tra le decine di migliaia di pagine di documenti europei che ho letto per scrivere “Mani bucate” c’è una storia davvero incredibile. Quella del tentativo di far rinascere la De Tomaso. (more…)