Posts Tagged ‘tremonti bond’

“MANI BUCATE” Fino al 2003 le banche italiane hanno incassato aiuti di Stato per miliardi. Ecco quali.

31 ottobre 2011

Il presidente della Fondazione Cariplo, Giuseppe Guzzetti dice, in questo video che le banche italiane, nel corso della crisi finanziaria scoppiata nel 2007 e non ancora terminata (anzi…) le banche italiane “non hanno ricevuto fondi pubblici” perchè i 4 miliardi dei Tremonti bond sono un prestito, e non capitale, e, tra l’altro due banche hanno già restituito i soldi. (more…)

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“MANI BUCATE” 1.240 miliardi di euro di aiuti di Stato alle banche europee

10 ottobre 2011

Il 4 ottobre il vicepresidente della Commissione europea, Joaquin Almunia, responsabile per le politiche Antitrust, ha comunicato qualche dato interessante. Molto interessante. Dati che si integrano a qualli che cito nel mio libro “Mani Bucate”, la prima inchiesta sull’orgia degli aiuti pubblici alle imprese private. Almunia ha dato i numeri aggregati e complessivi di tutti gli aiuti di Stato che i Paesi dell’euro hanno dato alle banche durante la crisi finanziaria 2008-2010. (more…)

Perchè Profumo non ha comprato i Tremonti bond

2 ottobre 2010

Adesso è tutto molto chiaro. Il semplicissimo motivo per il quale l’Unicredit non ha comprato i Tremonti bond è che se lo avesse fatto Alessandro Profumo non avrebbe mai potuto incassare 40 milioni di liquidazione.

Se si vanno a vedere le regole alle quali le banche che accettavano di farsi comprare obbligazioni da Tremonti devono sottostare, si capisce tutto. Vediamole una per una. Innanzitutto gli interessi che devono pagare allo Stato sono stratosferici: il 7,5% per il 2009; 7,75% per l’esercizio 2010; l’8% per il 2011, l’8,25% per il 2012; l’8,5% per il 2013 e il 2014; 9% per il 2015 e il 2016; 9,5% per il 2017 e 2018 e così di seguito fino al 15% per il 2039 e gli anni seguenti. Secondo: la banca non può distribuire dividendi ai soci se il suo coefficiente di solidità (chiamato Core Tier 1) è inferiore all’8%. Ancor: dopo 3 anni, il ministero ha il diritto di trasformare le obbligazioni che ha comprato in azioni, diventando socio della banche che ha “aiutato”. E poi: si impegnano a mantenere lo stessa quantità di finanziamenti alle Pmi negli anni pari a quello del biennio 2007-2009; a finanziarie un fondo per le pmi; alla “applicazione nei confronti dei clienti di condizioni finanziarie adeguate a favorire lo sviluppo e il mantenimento di iniziative imprenditoriali”; a intervenire a favore delle famiglie che non riescono a pagare il mutuo; adottare un Codice Etico che, ecco il punto, limita le remunerazioni di tutti i dirigenti, compresi quelli dei traders delle sale operative.

Se Profumo avesse accettato i 40 milioni se li sarebbe scordati. Ma, per stare a ciò che dice il sindaco di Verona Flavio Tosi, la decisione di non comprarli è stato uno dei motivi che lo hanno reso inviso alle Fondazioni bancarie, che Profumo ha dissanguato con due aumenti di capitale da 10,5 miliardi di euro in tutto. Ha sfinito le Fondazioni per salvarsi la liquidazione, insomma.

Barclays e la bomba dei derivati Brontos

17 febbraio 2010

Le borse stanno giovando degli ottimi dati di bilancio di una banca, l’inglese Barclays che ha aumentato gli utili del 2009 del 92% rispetto al 2008 portandoli a quota 11,6 miliardi di sterline (13,4 miliardi di euro) grazie soprattutto alla sua divisione finanziaria. In borsa è salita di un 10% in due giorni. Ma che una banca faccia utili stratosferici non è detto che sia sempre un buon segno. Nel caso della Barclays non lo è affatto. (more…)