Posts Tagged ‘unicredit’

Palenzona come Cicchitto

3 novembre 2010

La furia di Fabrizio Palenzona a difendere Dieter Rampl continuando a dire che “sono fesserie” le voci delle sue dimissioni dalla presidenza dell’Unicredit, assomiglia alla furia negazionista di Fabrizio Chicchitto quando dice che nel governo va tutto bene. Palenzona sta a Rampl come Cicchitto sta a Berlusconi.

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Perchè nessun occidentale investe da noi?

5 ottobre 2010

Così Sawiris ha venduto. Diventerà azionista di un colosso come Vimpelcom, nel quale avrà il 18,5%, ma conterà abbastanza poco. Da febbraio 2011 una ssocietà di telefonia mobile e fissa, usata da milioni di persone è controllata da un oligarca russo Mikhail Friedman che è quanto di più vicino al presidente Medvedev ci possa essere. (more…)

Il Wsj: “Profumo victim”

4 ottobre 2010

Non credo che il Wall Street Journal sia un giornale comunista, come molti pensano. Però è certo che vive di un pregiudizio contro l’Italia totale. Oggi ha pubblicato un pezzo molto pesante sull’uscita di Alessandro Profumo dall’Unicredit intitolato “the boardroom fiasco at UniCredit”. Nell’articolo, tra le altre cose, si legge questa mitica frase: “Mr Profumo appears to have been a victim af o clash of egos”. E noi che credevamo che l’unicco ad avere un ego a Unicredit fosse lui…

Perchè Profumo non ha comprato i Tremonti bond

2 ottobre 2010

Adesso è tutto molto chiaro. Il semplicissimo motivo per il quale l’Unicredit non ha comprato i Tremonti bond è che se lo avesse fatto Alessandro Profumo non avrebbe mai potuto incassare 40 milioni di liquidazione.

Se si vanno a vedere le regole alle quali le banche che accettavano di farsi comprare obbligazioni da Tremonti devono sottostare, si capisce tutto. Vediamole una per una. Innanzitutto gli interessi che devono pagare allo Stato sono stratosferici: il 7,5% per il 2009; 7,75% per l’esercizio 2010; l’8% per il 2011, l’8,25% per il 2012; l’8,5% per il 2013 e il 2014; 9% per il 2015 e il 2016; 9,5% per il 2017 e 2018 e così di seguito fino al 15% per il 2039 e gli anni seguenti. Secondo: la banca non può distribuire dividendi ai soci se il suo coefficiente di solidità (chiamato Core Tier 1) è inferiore all’8%. Ancor: dopo 3 anni, il ministero ha il diritto di trasformare le obbligazioni che ha comprato in azioni, diventando socio della banche che ha “aiutato”. E poi: si impegnano a mantenere lo stessa quantità di finanziamenti alle Pmi negli anni pari a quello del biennio 2007-2009; a finanziarie un fondo per le pmi; alla “applicazione nei confronti dei clienti di condizioni finanziarie adeguate a favorire lo sviluppo e il mantenimento di iniziative imprenditoriali”; a intervenire a favore delle famiglie che non riescono a pagare il mutuo; adottare un Codice Etico che, ecco il punto, limita le remunerazioni di tutti i dirigenti, compresi quelli dei traders delle sale operative.

Se Profumo avesse accettato i 40 milioni se li sarebbe scordati. Ma, per stare a ciò che dice il sindaco di Verona Flavio Tosi, la decisione di non comprarli è stato uno dei motivi che lo hanno reso inviso alle Fondazioni bancarie, che Profumo ha dissanguato con due aumenti di capitale da 10,5 miliardi di euro in tutto. Ha sfinito le Fondazioni per salvarsi la liquidazione, insomma.

Bennato a Profumo: un giorno Unicredit di essere giusto…

26 settembre 2010

Un giorno Unicredit di essere giusto e di essere un grande uomo, in un altro ti svegli e devi cominciare da zero.

(Edoardo Bennato, Un giorno Unicredit)

Bossi ha paura di Commerzbank

22 settembre 2010

Umberto Bossi: “Spero che i tedeschi non si portino via la banca”.
Voleva dire
Se Commerzbank si porta via Unicredit squarto Tosi.

Profumo: chi, come e perchè

21 settembre 2010

Su IlSussidiario una prima analisi sull’uscita di Profumo da Unicredit.

L’utile commedia dell’Unicredit

8 settembre 2010

Il dibattito intorno a Unicredit è simpaticamente ipocrita. Una commedia. Tanto per cominciare Alessandro Profumo: “Non sono stato io” a sollecitare l’ingresso dei libici in Unicredit. E allora sarebbe interessante sapere chi è stato. (more…)

Torna la finanza fighetta e se la prende con i sindaci

2 settembre 2010

“Non tocca ai sindaci strologare sulle banche” è un bel titolo che rende perfettamente l’idea. L’articolo, pubblicato oggi da Mf, è firmato da Angelo De Mattia, ex alto dirigente della Banca d’Italia e oggi commentatore delle vicende economiche. (more…)

CariVerona: Tosi elogia Biasi

1 settembre 2010

Flavio Tosi (sindaco di Verona): “Posso dire di avere un ottimo rapporto con l’ingegner Biasi (Paolo Biasi, presidente di CariVerona, ndr), ci si vede tutte le settimane e si lavora in sintonia”.

Voleva dire

Tutte le settimane vedo l’ingegner Biasi per dirgli cosa deve fare, ma siccome lui si è velocemente sintonizzato sulla Lega posso dire di avere un ottimo rapporto con lui.

Piazza Cordusio, la nostra Pomigliano

5 agosto 2010

Agostino Megale (segretario bancari Cgil): “Profumo non segua i cattivi esempi come quelli di Fiat”.
Voleva dire
Piazza Cordusio sarà la nostra Pomigliano d’Arco.

Le due notizie della giornata: Consob e Unicredit

4 agosto 2010

Andrò controcorrente, ma secondo me la notizia della giornata, Caliendo a parte, è lstata la mancata nomina del presidente della Consob. Il Sole 24Ore ci aveva messo un’intera pagina per far dire al ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che sarebbe arrivata oggi. (more…)